“La poesia è il linguaggio umano ridotto al
suo ritmo essenziale”
(Stephane Mallarmè)
La Conferenza Generale dell’UNESCO, in occasione
della sua 30ª Sessione svoltasi a Parigi nel 1999, ha proclamato il 21 marzo
Giornata Mondiale della Poesia nell’intenzione di offrire l’occasione di
svolgere attività e manifestazioni finalizzate alla divulgazione e alla
promozione della poesia nel mondo. In particolare, nel documento di
proclamazione della Giornata Mondiale della Poesia, è indicato l’intento di
promuovere:
gli sforzi delle piccole case editrici che combattono per entrare nel
mercato librario pubblicando instancabilmente le raccolte di giovani poeti;
il ritorno alla tradizione orale, ossia alla performance dal vivo, dato
che i recital di poesia attirano un pubblico sempre più numeroso;
il recupero di un dialogo tra la poesia e le altre arti (quali il teatro,
la danza, la musica, la pittura ecc.) imperniato su contenuti fondamentali
come la cultura della pace, la non-violenza, la tolleranza ecc.;
l’interdipendenza, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, di
tutte le arti e della filosofia, anch’essa affine alla poesia, in modo da
infondere nuova vita alle parole di Delacroix, che scrisse sul suo diario:
“Non c’è arte senza la poesia”;
l’immagine della poesia nei media, per fare in modo che la poesia non sia
più considerata una forma d’arte sorpassata, bensì una maniera di esprimersi
capace di permettere alla società nel suo insieme di recuperare ed affermare
la sua identità.
In occasione della giornata mondiale della poesia del 2005, il direttore
generale dell’UNESCO, Koichiro Matsuura, ha avuto modo di precisare:
La poesia è un linguaggio che può ricordarci tutta la magia delle parole,
offrendoci di conseguenza uno spazio infinito per il pensiero e il dialogo
riguardante il mondo che ci circonda, il mondo dell’immaginazione e delle
possibilità. La poesia è preziosa per noi perché non fa della conoscenza un
feticcio, ma porta alla luce una parte di essa che è oscura, inattesa,
indefinita. Ciò la rende uno strumento di libertà terribile, risoluto nella
sua sfida a codici e poteri, alla realtà e al modo in cui può essere
rappresentata. Questa utopia del linguaggio portata dalla poesia e dalla
letteratura in generale, dovrebbe essere oggetto di un’attenta riflessione
in questa giornata internazionale, che vorrei dedicare alle giovani
generazioni, alle quali dobbiamo fornire lo strumento di un linguaggio
inventivo, aperto alle differenze. Il fatto è che la nostra capacità di
promuovere un uso critico e diversificato del linguaggio, viene in gioco
proprio attraverso la poesia. Ma essa ha anche la virtù d’essere intimamente
legata alla nostra capacità personale di scrivere, leggere, tradurre e
comunicare. A questo riguardo, essa è più che mai al centro del patto nel
quale ci siamo impegnati, nel contesto del decennio internazionale per una
cultura di pace e non violenza per i bambini nel mondo (2001-2010), di
promuovere una conoscenza illuminata, basata sugli ideali della creazione
artistica e letteraria, della libertà di espressione e della diversità
culturale. Offrendoci una straordinaria opportunità per la contemplazione,
la poesia inoltre è un importante strumento per esprimere la pluralità del
mondo e dei suoi linguaggi.
Dovremmo, inoltre, prestare attenzione ad essa come mai prima, dal momento
che apre una tormentata meditazione sulla fragilità dei segni, della
conoscenza e delle culture. Poeti, lettori, editori, insegnanti, questa
giornata riguarda soprattutto voi. L’UNESCO accompagnerà la vostra azione
più lontano che potrà, come parte del dialogo aperto al mondo e agli altri.
Spero che, grazie a voi, la poesia avrà un ruolo chiave nel nostro ambiente
quotidiano, così che alla fine possa nascere un mondo incantato di pace e
tolleranza.”
Per completezza conviene riportare anche la traduzione del significativo
discorso tenuto dallo stesso Koichiro Matsuura in occasione della giornata
mondiale della poesia del 2004, e dal quale abbiamo tratto la citazione che
introduce questo approfondimento:
“La poesia è il linguaggio umano ridotto al suo ritmo essenziale” secondo
Mallarmè. La poesia, infatti, è un linguaggio che scava nel profondo
dell’animo umano ed esprime il misterioso significato dell’esistenza. In
qualità di più alta espressione del linguaggio, essa dovrebbe occupare un
posto speciale nelle nostre vite. Il linguaggio, con il suo caratteristico
ritmo e la sua musicalità, l’interazione tra le parole ed i loro molteplici
significati, è la materia prima di tutta la poesia. Fiabe, miti e leggende,
imprese eroiche e racconti sono stati tramandati, prima oralmente ed in
seguito attraverso una varietà di sistemi di scrittura, fin dall’alba
dell’umanità. Per ogni comunità, il linguaggio è un distintivo di
riconoscimento ed un mezzo per scoprire il mondo, e inoltre uno dei
principali vettori della diversità culturale. La poesia è un elemento
culturale di primaria importanza, un linguaggio globale che costituisce
l’espressione di un desiderio profondamente radicato di vivere con gli
altri, e dunque uno strumento essenziale per spingere le persone più vicino.
La poesia è un riflesso e uno specchio delle comunità e il principale
veicolo per l’affermazione personale, ma rappresenta anche una leva decisiva
della creatività, del progresso e dello sviluppo comune. La poesia inoltre
ci aiuta a vivere insieme. E’ essenziale per un dialogo tra le culture e
un’armoniosa interazione tra le diverse comunità del pianeta. Incoraggiare
la sua creazione, la sua diffusione e la sua traduzione, rappresenta un
ulteriore mezzo per promuovere la diversità culturale, una fonte vitale di
ispirazione convogliata dall’animato insieme dei poeti attraverso le
innumerevoli sfaccettature della propria creatività. Oggi, 21 marzo,
giornata mondiale della poesia, io invito gli Stati Membri, le associazioni
e ogni singola persona a celebrare la poesia e a riflettere sul ruolo
fondamentale che essa gioca nel dialogo tra culture, una garanzia per la
pace.”