Cristian Leotta al Carducci - Lunedì 17 ottobre 2005
Anche questa sera, l'esperto Cristian Leotta è stato in grado di regalarci
grandi emozioni. Il programma comprendeva due sonate di Beethoven e gli
studi da concerto e le leggende di Liszt.
Le sonate proposte di Beethoven che non compaiono così spesso nei concerti
pubblici, la terza e la decima, sono una riscoperta sopratutto per quanti,
da semplici appassionati, hanno potuto ascoltare un diverso aspetto di un
compositore assai conosciuto e apprezzato, ma spesso in modo solo
superficiale: in queste composizioni, l'Artista è ancora in cerca di un
proprio personale percorso ed è tuttavia già così distante da quanti lo
hanno preceduto da Mozart a Haydn sopratutto nella tradizione della sonata.
L'interpretazione di Cristian Leotta d'altra parte, certamente non
accademica, si segnala per la precisione e l'originalità, come, ad esempio,
l'adagio della terza eseguito con una lentezza particolarmente meditata.
Nella seconda parte della serata sono stati eseguiti alcuni capolavori di
Liszt che l’esperta arte di Leotta ha saputo esaltare anche negli aspetti
più tecnici, restituendo all'ascoltatore la vera voce di un “poeta della
tecnica pianistica” che richiede interpreti di grande talento affinché la
sua scrittura non sia resa un mero esercizio tecnico-virtuosistico: ad
esempio, nella leggenda di “San Francesco che parla agli animali” è
possibile sentire, attraverso l'intrecciarsi di più voci, come una sorta di
dialogo e facile appare immaginarsi la scena rappresentata con la stessa
efficacia plastica di un dipinto.
Questa sera Cristian Leotta è riuscito nell’impresa di riproporre il genio
lisztiano che risiedeva nelle peculiarità appena accennate.